Telecom svaluta oltre 4 miliardi di euro

Telecom chiude il bilancio consolidato 2012 svalutando per 4,4 miliardi di euro.

Rettifiche generato dall’impairment test realizzato alla Bocconi, che hanno contribuito a spingere al ribasso la redditività del gruppo telefonico italiano, fino a condurlo in area negativa per 1,627 miliardi di euro.

Nonostante il risultato sia ben lungi dalla positività, non mancano comunque i segnali di ottimismo più o meno accentuato, forti del fatto che rispetto allo scorso esercizio la perdita si è ridotta drasticamente (ex 4,8 miliardi di euro).

Inoltre, il risultato normalizzato – cioè, quello ottenibile dopo le svalutazioni e gli altri oneri, di natura fiscale e non – è stato pari a 2,394 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,518 miliardi di euro dell’anno precedente, ma pur sempre in un’area di consolidata soddisfazione.

Fin qui, i numeri diramati agli stakeholers. Tuttavia i bene informati sanno che non sono mancati i disappunti all’interno del consiglio di amministrazione del gruppo tricolore, visto e considerato che ben più di qualche consigliere avrebbe sottolineato come l’azienda stia crescendo poco (l’Ebitda è in calo del 2 per cento e i ricavi sono rimasti stabili a 29,503 miliardi di euro).

Per quanto concerne gli altri principali dati di rilievo, gli investimenti hanno toccato quota 5,196 miliardi di euro, di cui 3,072 miliardi nella sola Italia. Il presidente del consiglio di amministrazione Franco Bernabè ha colto l’occasione per confermare il proprio impegno nella politica (già approvata) degli investimenti, sostenendo che tale azione permetterà all’azienda di “rafforzare il vantaggio competitivo nella sfida tecnologica del settore e il nostro posizionamento nel mercato”.

Deludono infine i conti italiani, visto che nella business unit locale i ricavi sono calati a quota 17,8 miliardi di euro, con ebitda di 8,676 miliardi, in flessione di 497 milioni di euro. Ottimo l’andamento in Sud America, con una crescita del 9,8 per cento dei ricavi brasiliani, e del 19,6 per cento di quelli argentini.

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